29.7.06

POW – MIA - Missing in action - I prigionieri di guerra


L’operazione Homecoming si concluse alla fine di Marzo 1973, riportando a casa 591 prigionieri americani dal Vietnam e solo 9 dal Laos.
Nixon disse che tutti i prigionieri di guerra erano stati riportati a casa; si era dimenticato di 2.500 uomini che ancora mancavano all’appello.
Poi arrivò la scandalo Watergate e dei dispersi in combattimento non se ne parlò più.
La National Security Agency (NSA), il cui compito era ascoltare il traffico radio nemico durante la guerra, era al corrente che circa 300 piloti, catturati vivi, non erano stati rimpatriati.
Più di duemila uomini, o le loro salme non sono rientrati.
In maggioranza appartengono all’aviazione.
Si pensa che circa la metà sia morto in combattimento, gli altri sono considerati come “prigionieri di guerra/dispersi in combattimento”.
In un rapporto del 1970 la CIA elencava le località del Laos dove erano tenuti i prigionieri di guerra:Ban Na, Kay Neua, Khamkouane e Hang Long.
Nel 1973 fu chiesto ad Honoi di restituire i soldati americani prigionieri nel Laos.La risposta fu “Andate a dirlo al Pathet Lao”.
C’era un problema però, gli Stati Uniti non riconoscevano il Pathet Lao.
Nel 1970 la CIA stava conducendo una sua “guerra privata” nel Laos, questo avrebbe potuto indurla ad esagerare i rapporti sui campi di prigionia, con lo scopo di giustificare la presenza degli Stati Uniti in un’aerea fuori dai confini vietnamiti.
Molti prigionieri avevano avuto la forza di resistere allo spietato sistema carcerario ed erano stati consegnati alle autorità americane nel 1973, facevano eccezione quelli morti sotto tortura o per carenza di cure mediche.
Fu persino fatta l’ipotesi che alcuni scomparsi potessero essere finiti in Unione Sovietica, dove c’era molto interesse ad interrogarli sulle loro conoscenze tecnologiche-militari.
C’è un altro elemento che va preso in considerazione, ed è quello economico.
Nixon aveva promesso ai nord vietnamiti che avrebbero ricevuto fino ad un massimo di 3 miliardi di dollari, per aiuti e riparazioni di guerra.
Può essere che il Vietnam abbia deciso di trattenere alcuni prigionieri come una sorta di “polizza di assicurazione”.
L’esperienza dei francesi insegna.
Dopo il loro ritiro dall’Indocina, per trent’anni Parigi aveva sborsato diversi milioni di dollari per riportare a casa i prigionieri.
Negli 8 anni successivi all’operazione Homecoming, le amministrazioni Nixon, Ford e Carter non hanno dato molta attenzione alle notizie riguardanti i prigionieri.
67 avvistamenti furono segnalati tra il 1973 ed il 1979, tuttavia rimangono dei dubbi.
Prima del 1980 erano state consegnate alcune salme alle autorità americane che avevano provveduto ad inviarle all’Army Central Identification Laboratori (CIL-HI) delle Haway per il riconoscimento.
Dopo il 1980 l’amministrazione Reagan cercò di accelerare i negoziati allo scopo di avere un quadro preciso della vicenda.
Hanoi rispose inviando un crescente numero di salme, ma nessun americano vivo, ad accezione di un marine rimpatriato nel 1979.
Sottoposto a corte marziale con l’accusa di aver collaborato con il nemico, nel corso della deposizione dichiarò di aver visto, tra il 1973 ed il 1979, gruppi di prigionieri nel Vietnam del Nord.
Rimangono molte ombre su questa vicenda che probabilmente non verrà mai completamente alla luce.

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