12.12.06
Il programma Phoenix
Sul finire del 1967, quando ormai era chiaro che la potenza di fuoco non sarebbe bastata per sconfiggere i viet cong, gli americani misero a punto il programma Phoenix.
Robert Komer, direttore del Supporto per lo Sviluppo Rivoluzionario e le Operazioni Civili (CORDS - Civl Operations and Revolutionary Development Support), raccomandò l'elaborazione di un programma congiunto tra il comando USA e la CIA.
L'obiettivo del programma chiamato ICEX (Intelligence Co-ordination and Exploitation - Coordinamento e Sfruttamento delle Informazioni), era la raccolta di informazioni nei villaggi, unificando le varie agenzie: la CIA e il Servizio Informazioni Militare Americano, più il Servizio Informazioni e l'Ufficio Speciale della Polizia sud vietnamita.
Nel 1968, la responsabilità del programma , fu assunta formalmente dal governo di Saigon.
In teoria, i "consiglieri" americani avrebbero dovuto terminare la loro attività nel gennaio del 1969, in pratica due anni dopo c'erano ancora 600 militari americani e 50 consiglieri civili, tra il personale della Phoenix.
La situazione non cambiò sino al disimpegno USA del 1972.
Scopo del programma era identificare i 70.000 membri dell'organizzazione viet cong che si riteneva operassero nei villaggi.
Le informazioni sui sospettati venivano raccolte e poi confrontante, il governo sud vietnamita procedeva poi agli arresti, mentre i comitati di sicurezza provinciale trasferivano i sospetti viet cong verso vari centri di detenzione, oppure li deferivano ai tribunali militari.
Questa però, era solo una parte del programma Phonenix, che fungeva anche da contro terrorismo.
Da una testimonianza del successore di Komer, William Colby, resa dinnanzi al Congresso, si evince che, tra il 1968 e il 1971, 17.000 viet cong ottennero l'amnistia, 28.000 furono catturati e circa 20.000 giustiziati sommariamente, cifra che nel febbraio del 1972 salì a 24.800
A causa dell'alto numero di esecuzioni e degli interventi delle Unità di Ricognizione Provinciali ( addestrate dalle Forze Speciali), il programma Phoenix venne accusato di essere un programma di massacro voluto dalla CIA.
Alcuni membri del programma, dichiararono in seguito, che le uccisioni indiscriminate erano frequenti.
Frank Snepp, un agente della CIA, confessò:"Quando le prigioni divennero troppo affollate, le squadre d'azione iniziarono le stragi.
Una delle giustificazioni più spesse usata, fu che il terrorismo faceva parte della strategia viet cong".
Fu inoltre calcolato che i comunisti avrebbero giustiziato oltre 36.000 funzionari dei villaggi ed impiegati dal governo di Saigon nel periodo 1957 - 1972.
Ad onor del vero va detto che molti americani fecero del loro meglio per impedire gli omicidi.
William Colby ordinò:"Se un americano si accorge che qualcuno sta per essere assassinato, deve opporsi e farmelo sapere".
Tuttavia il programma Phoenix continuò a produrre "liste nere" non controllate, si vociferava che le stesse liste vennero usate dal presidente Thien per eliminare gli avversari politici.
Uno dei punti più controversi consisteva nella natura dubbia di molte informazioni, il governo di Saigon non era popolare tra i contadini che difficilmente erano disposti a trasformarsi in delatori.
Alla fine si diede peso ad accuse provenienti da fonti non attendibili; accusati che volevano evitare la tortura, informatori che fornivano nomi in cambio di soldi.
Spesso gli innocenti seguivano la stessa sorte dei colpevoli.
Non era un buon programma il Phoenix, lo si sapeva, ma continuava ad essere più comodo che affidarsi a zone di fuoco libero o ad inutili operazioni Search & Destroy contro un nemico invisibile.



